Il Santuario della Madonna della Corona incastonato nella parete rocciosa sopra la valle dell'Adige
Il Santuario della Madonna della Corona, aggrappato alla roccia del Monte Baldo

Un santuario incastonato nella roccia

È la gita che consigliamo più spesso ai nostri ospiti, e quasi sempre tornano dicendo la stessa cosa: che le fotografie non rendono. Il Santuario della Madonna della Corona sta a circa 775 metri di quota, aggrappato a una parete di roccia sopra la Val d'Adige, nel comune di Ferrara di Monte Baldo. Dal fondovalle sembra sospeso a mezz'aria; da vicino si capisce che l'edificio non è semplicemente costruito sulla montagna, ma dentro la montagna, con la roccia che entra a far parte delle strutture.

La storia è lunga. La leggenda locale racconta che nel 1522 una statua della Pietà sarebbe giunta miracolosamente qui da Rodi per sfuggire all'avanzata ottomana; la ricostruzione storica più accreditata attribuisce invece la scultura quattrocentesca a una donazione del nobile Lodovico Castelbarco nel 1432, data che compare nell'iscrizione incisa sull'opera stessa. Il luogo fu affidato ai Cavalieri di Malta dal 1437 al 1806, poi passò alla Diocesi di Verona; ottenne il titolo di santuario nel 1625 e quello di basilica minore nel 1982. Nell'aprile 1988 vi si recò in visita Giovanni Paolo II.

Arrivare in auto passando da Spiazzi

La via più comoda, e quella che sceglie la maggior parte dei nostri ospiti, è la strada asfaltata che sale fino alla località Spiazzi: da qui, lasciata l'auto negli spazi di sosta del paese, si prosegue lungo il percorso che scende al santuario. È un tratto in discesa all'andata e quindi in salita al ritorno: tenetelo presente, perché è la parte che sorprende chi non se l'aspetta.

Per chi ha difficoltà a camminare o viaggia con bambini molto piccoli, in alcuni periodi dell'anno è attivo un servizio navetta che collega Spiazzi al santuario, pensato anche per chi arriva da Caprino e da Brentino Belluno. Frequenze, periodi di attività e modalità cambiano di stagione: prima di partire dategli un'occhiata sul sito ufficiale del santuario, oppure chiedete a noi al mattino e vi diciamo com'è la situazione in quei giorni. Dal B&B siete a una quindicina di chilometri, quindi è perfettamente compatibile con una mezza giornata.

A piedi da Brentino Belluno: il Sentiero della Speranza

C'è poi la via storica, quella dei pellegrini, e per chi cammina volentieri è un'esperienza di un altro livello. Dal paese di Brentino Belluno, nel fondovalle dell'Adige, sale al santuario una scalinata storica di 1.614 gradini, oggi conosciuta come Sentiero della Speranza e scandita dalle stazioni della Via Crucis.

Lungo la salita si incontrano una grande Croce con una terrazza panoramica che si apre sulla Val d'Adige — il punto in cui quasi tutti si fermano a riprendere fiato e a fotografare — e la Grotta della Pietà, con una copia in miniatura della statua venerata al santuario. Non è una passeggiata: è una salita continua, con un dislivello importante, e va affrontata con gambe riposate. Il santuario è anche una delle mete del Cammino dei due Santuari, percorso di pellegrinaggio che qui si intreccia con la storia religiosa della valle.

Cosa vedere una volta arrivati

Il cuore della visita è la statua della Pietà, una scultura in marmo di circa settanta centimetri che porta incisa l'iscrizione con il nome del committente e la data del 1432. È collocata nel punto più raccolto della basilica, e l'effetto della roccia viva che chiude lo spazio alle spalle dell'altare è qualcosa che vale il viaggio da solo.

Fuori, i terrazzamenti e i camminamenti affacciati sul vuoto regalano una vista lunghissima sulla Val d'Adige: si riconoscono il fiume, i vigneti del fondovalle e, con giornate limpide, buona parte della valle verso sud. Prendetevi il tempo di girare intorno all'edificio invece di limitarvi all'interno: è dall'esterno che si coglie davvero l'incastro tra architettura e montagna.

Consigli pratici prima di partire

Prima cosa, le scarpe. Anche facendo il percorso breve da Spiazzi, il fondo è in parte gradinato e può essere scivoloso con la pioggia o l'umidità: lasciate a casa i sandali e le suole lisce. Se invece salite da Brentino Belluno, servono calzature da trekking vere, acqua e la consapevolezza che la discesa, sui 1.614 gradini, è impegnativa per le ginocchia quanto la salita lo è per il fiato.

Seconda cosa, il rispetto del luogo. Il santuario è un luogo di culto vivo, meta di pellegrinaggi: è richiesto un abbigliamento decoroso, spalle e gambe coperte, silenzio all'interno e attenzione a non fotografare durante le celebrazioni. Gli orari di apertura e il calendario delle funzioni variano nel corso dell'anno e nei periodi di maggiore affluenza: verificateli sul sito ufficiale del santuario prima di mettervi in strada.

Terza cosa, il momento della giornata. Il consiglio che diamo sempre è di andarci presto la mattina, soprattutto nei fine settimana e nei mesi estivi: si trova posto più facilmente, la luce sulla parete è migliore e il santuario si vive con la calma che merita. Poi si rientra per pranzo, e il pomeriggio resta libero per la valle.

Dormite a due passi da queste mete — B&B Corte Barbieri

Il B&B Corte Barbieri è a Ceraino di Dolcè: il Lago di Garda a circa 25 chilometri, Verona a 30, il Santuario della Madonna della Corona a 15. Tre soluzioni di soggiorno e parcheggio gratuito.