Un parco d'acqua sopra la Valpolicella
Il Parco delle Cascate di Molina si trova nel comune di Fumane, sull'altopiano dei Monti Lessini, e si raggiunge in auto in una ventina di minuti dal B&B restando sempre dentro la Valpolicella. È una di quelle mete che funzionano per tutti: chi cerca una camminata seria la trova, chi vuole solo una passeggiata all'ombra con i bambini pure.
L'area protetta si estende su circa ottantamila metri quadrati ed è attraversata da corsi d'acqua sorgiva che scendono tra vegetazione fitta, pareti di roccia a picco e ampie cavità naturali. Il contrasto è la cosa che colpisce di più: si arriva dalle colline assolate dei vigneti e in pochi minuti ci si ritrova in un ambiente umido, verdissimo e sensibilmente più fresco. Nelle giornate torride di luglio e agosto è il posto dove mandiamo più volentieri i nostri ospiti.
I tre percorsi: verde, rosso e nero
L'organizzazione del parco è semplice e vale la pena capirla prima di entrare, perché evita fraintendimenti. I percorsi sono tre, distinti per colore e per impegno richiesto.
Il percorso verde è il più facile: circa un chilometro nella parte alta delle cascate, ideale se avete poco tempo, bambini piccoli o gambe stanche. Il percorso rosso è di livello intermedio e si sviluppa per circa due chilometri e mezzo, scendendo fino alle cascate inferiori. Il percorso nero è quello completo, circa tre chilometri e mezzo, ed è il più impegnativo: gradini, saliscendi e tratti dove il fondo può essere bagnato.
Va detto che anche il nero resta alla portata di famiglie con ragazzi abituati a camminare: la difficoltà non sta nella tecnica ma nel dislivello e nella lunghezza. Ci sono poi chiavi di lettura tematiche che si intrecciano ai percorsi — il sentiero dei boschi per la parte naturalistica, quello dei mulini per la storia dell'acqua come forza motrice, quello delle grotte per la parte archeologica. Il nostro consiglio: mettete in conto mezza giornata abbondante, e se volete godervelo davvero, una giornata intera.
Le cascate da non perdere
All'interno del parco si incontrano diverse cascate, ognuna con il suo carattere e il suo nome. La Cascata Verde deve il nome al colore che l'acqua e i muschi prendono nella luce filtrata dagli alberi. Il Pozzo dell'Orso è forse la più fotografata, con il salto che si raccoglie in una vasca naturale. Poi ci sono il Marmittone e la Polverosa, quest'ultima così chiamata per il modo in cui l'acqua si sfilaccia in nebbia scendendo.
La portata dipende molto dalle piogge: dopo settimane di siccità estiva alcuni salti si riducono, mentre in primavera e dopo periodi piovosi il parco dà il meglio. Se il vostro obiettivo principale sono le cascate al massimo della forza, la primavera è la scelta giusta. Un altro elemento diventato ormai una tappa fissa per i visitatori è l'altalena affacciata sull'acqua, che regala la fotografia più richiesta del parco.
Il borgo di Molina e il museo botanico
Non fermatevi al parco. Il borgo di Molina, da cui si arriva in pochi minuti a piedi, è un piccolo abitato di origine medievale con case restaurate che conservano gli elementi architettonici tipici della Lessinia, a partire dai tetti coperti con grandi lastre di calcare rosso. È il tipo di posto dove conviene camminare piano e guardare i dettagli: architravi, portali, canali dell'acqua. Il nome stesso richiama la tradizione dei mulini che qui sfruttavano la forza dei torrenti.
Accanto al campanile si trova il Museo Botanico della Lessinia, intitolato a Giovanni Zantedeschi, medico e botanico nato proprio a Molina nel 1773. Espone circa trecento specie della flora della Lessinia e della Valpolicella, con una sezione dedicata alle orchidee spontanee che vale da sola la visita. Poco distante, il territorio di Fumane custodisce anche la celebre Grotta di Fumane, sito di grande importanza paleontologica per le tracce di uomo di Neanderthal e di Homo sapiens aurignaziano. Per giorni di apertura e modalità di visita di museo e sito archeologico, fate riferimento ai rispettivi canali ufficiali.
Scarpe, stagione e consigli pratici
Sulle calzature siamo categorici, perché è l'errore che vediamo più spesso: servono scarpe chiuse con suola scolpita. I sentieri corrono accanto all'acqua, il fondo è spesso roccioso, bagnato e coperto di muschio, e le suole lisce o i sandali trasformano una bella giornata in una scivolata. Aggiungete abbigliamento comodo, uno zainetto leggero, acqua e una giacca impermeabile: sotto le cascate ci si bagna, e nella parte bassa del parco l'aria resta fresca anche quando fuori si soffoca.
Sulla stagione: primavera e autunno sono i periodi migliori in assoluto, per portata d'acqua e per colori. L'estate resta ottima proprio per la frescura, ma nei fine settimana centrali il parco è frequentato: andateci di prima mattina. In inverno l'accesso può essere limitato e alcune parti diventano scivolose per il ghiaccio.
Un'ultima raccomandazione, la più importante: restate sui sentieri segnati e non arrampicatevi sulle rocce bagnate per una fotografia. Il parco è un ambiente naturale vero, non un'attrazione attrezzata. Se ci dite il giorno in cui volete andarci, vi prepariamo la colazione un po' prima e partite con calma.
Dormite a due passi da queste mete — B&B Corte Barbieri
Il B&B Corte Barbieri è a Ceraino di Dolcè: il Lago di Garda a circa 25 chilometri, Verona a 30, il Santuario della Madonna della Corona a 15. Tre soluzioni di soggiorno e parcheggio gratuito.