Perché lo chiamano il giardino botanico d'Europa
Il soprannome non è un'invenzione turistica: il Monte Baldo è conosciuto da secoli come Hortus Europae, il giardino d'Europa, e il motivo sta in una combinazione geografica quasi unica. La montagna scende dalle quote alpine, oltre i duemiladuecento metri, fino alle rive del Lago di Garda, e in pochi chilometri di dislivello attraversa ambienti che altrove sono separati da centinaia di chilometri: pascoli e rocce d'alta quota, faggete, e poi versanti dal clima quasi mediterraneo.
Il risultato è una biodiversità impressionante. Sulle pendici del Baldo si trova il 43% dell'intera flora alpina, metà di tutte le specie italiane di orchidee — oltre sessanta — e circa il 40% delle specie di farfalle conosciute. A questo si aggiungono gli endemismi, piante che crescono qui e in pochissimi altri posti al mondo, come la Campanula petraea, la Carex baldensis e la Primula spectabilis. Anche se non siete botanici, camminando in primavera ve ne accorgerete: il prato non è mai dello stesso colore per due tratti di seguito.
La funivia Malcesine-Monte Baldo
Il modo più comodo per arrivare in quota senza dover salire a piedi è la funivia che parte da Malcesine, sulla sponda veronese del Lago di Garda. L'impianto è diviso in tre stazioni: quella a valle a Malcesine, quella intermedia di San Michele a 580 metri e quella a monte, in località Tratto Spino, a 1.760 metri.
La particolarità sta nel secondo tronco, quello che da San Michele sale alla cima: la cabina — capace di ottanta persone — è rotante e compie un giro completo su sé stessa durante la salita. Significa che, senza spostarvi, vedete ruotare sotto di voi il lago, la costa e il massiccio. È una di quelle cose che i bambini raccontano per settimane. L'impianto resta aperto per gran parte dell'anno, ma orari, cadenze delle corse e periodi di fermo per manutenzione cambiano con la stagione: controllate sempre il sito ufficiale delle Funivie del Baldo prima di partire, e nei fine settimana estivi mettete in conto un po' di coda.
Dal piazzale di Tratto Spino, in pochi minuti a piedi, si raggiungono punti panoramici affacciati da un lato sul Garda e dall'altro sulla Val d'Adige, la nostra valle.
I sentieri: dalla passeggiata alla cresta
Chi vuole camminare ha di che scegliere. Dalla stazione a monte partono passeggiate brevi e panoramiche adatte a tutti, che seguono i crinali erbosi senza difficoltà tecniche e permettono di godersi la vista con un impegno minimo.
Salendo di livello c'è il Sentiero del Ventrar, considerato uno dei più belli della montagna: corre sul versante che guarda il lago e comprende un tratto stretto ed esposto, dove in alcuni punti sono presenti cavi d'acciaio come appoggio. Non è un percorso per chi soffre di vertigini né da affrontare con scarpe da città.
Per gli escursionisti allenati c'è infine la traversata di cresta, che da Tratto Spino segue la dorsale in un continuo saliscendi toccando Cima Pozzette, Cima del Longino, Cima Valdritta — con i suoi 2.218 metri la vetta più alta del Baldo — e Punta Telegrafo. È un itinerario lungo, su terreno alpino, lungo la dorsale che non offre vie di fuga rapide né verso ovest né verso est: va programmato con attenzione, con meteo stabile e partenza presto.
L'Orto Botanico di Novezzina
Se la flora vi incuriosisce davvero, c'è un posto che mette ordine in tutto quello che si vede lungo i sentieri: l'Orto Botanico del Monte Baldo, a Novezzina, nel comune di Ferrara di Monte Baldo, a 1.232 metri di quota. Nato nel 1989, occupa circa ventimila metri quadrati e ricostruisce gli ambienti naturali della montagna — ambienti rocciosi, faggeta, pascolo, zone umide — raccogliendo oltre mille specie originarie del massiccio, endemismi compresi.
È una visita perfetta da abbinare a una mattinata di cammino, soprattutto con bambini o con chi non se la sente di affrontare i sentieri più lunghi. Anche qui l'apertura è legata alla stagione, con la bella stagione come periodo di riferimento ed è previsto un biglietto d'ingresso: per giorni e modalità aggiornate vi rimandiamo ai canali ufficiali dell'orto.
Quando andare e cosa portare
La finestra migliore per la fioritura va dalla tarda primavera all'inizio dell'estate, quando i pascoli d'alta quota esplodono e le orchidee spontanee sono al massimo: è il periodo in cui il soprannome di giardino d'Europa si spiega da sé. In piena estate la montagna è il rifugio ideale dal caldo del fondovalle, mentre in autunno le faggete cambiano colore e l'aria è più limpida per i panorami lunghi. In inverno la parte alta è innevata e cambiano completamente accessi e possibilità.
Nello zaino mettete sempre: scarpe da trekking con suola scolpita, una giacca antivento anche in agosto (in quota il vento del lago si sente e la temperatura scende di parecchio rispetto alla riva), acqua abbondante, cappello e protezione solare, perché sui crinali erbosi l'ombra semplicemente non esiste. Se avete in programma la cresta, aggiungete una mappa o una traccia GPS e controllate il meteo la sera prima: qui i temporali pomeridiani estivi sono frequenti e arrivano in fretta.
Dal B&B il Monte Baldo è vicinissimo, e questo è uno dei vantaggi di stare in Valdadige: potete partire dopo la colazione, passare la giornata in quota e rientrare per cena. Se volete, prepariamo noi qualcosa da portarvi dietro.
Dormite a due passi da queste mete — B&B Corte Barbieri
Il B&B Corte Barbieri è a Ceraino di Dolcè: il Lago di Garda a circa 25 chilometri, Verona a 30, il Santuario della Madonna della Corona a 15. Tre soluzioni di soggiorno e parcheggio gratuito.