Le case e i mulini di Borghetto sul Mincio riflessi nell'acqua del fiume
Borghetto sul Mincio, il borgo dei mulini

Un borgo sospeso sull'acqua

Ci sono luoghi che si raccontano da soli, e Borghetto sul Mincio è uno di questi. Frazione di Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, è un pugno di case basse e di mulini ad acqua adagiati su un'ansa del fiume, con le ruote che sfiorano la corrente e i ponticelli che uniscono una riva all'altra. Il borgo fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia, e basta lasciare l'auto e fare due passi per capire il perché.

Da Corte Barbieri, a Ceraino di Dolcè, ci vuole all'incirca un'ora d'auto: si scende lungo la Valdadige, si costeggia Verona e si punta verso le colline moreniche a sud del Lago di Garda. È la gita in giornata che consigliamo più spesso ai nostri ospiti, perché mette insieme storia, acqua, giardini e una delle tavole più golose del veronese. Vi suggeriamo di partire subito dopo colazione: il borgo si gode meglio con calma, prima che arrivino i pullman.

I mulini e il mestiere dell'acqua

La fortuna di Borghetto nasce dalla sua posizione. Qui il Mincio si allarga in un guado, e per secoli chi controllava il guado controllava il passaggio fra la pianura e il nord. Gonzaga, Scaligeri, Visconti, poi l'Austria e la Francia napoleonica: il borgo è stato conteso da tutti, e ogni dominazione ha lasciato un segno nelle sue pietre.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia arrivò però un mestiere più pacifico, la molitura. Nacquero i primi mulini ad acqua, che macinavano grano, cereali e riso sfruttando la forza della corrente. Alcuni di quegli edifici si affacciano ancora sul fiume e sono oggi case, botteghe e locali. Camminando lungo la riva sentirete il rumore costante dell'acqua che scorre: è la colonna sonora del borgo, la stessa da qualche secolo.

Le grandi fioriture di allium viola che serpeggiano sui prati del Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio
Parco Giardino Sigurtà — foto: Giulia balestrieri · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Ponte Visconteo, la diga che sembra un ponte

Sopra il borgo si allunga una massa di pietra che sorprende chiunque la veda per la prima volta: il Ponte Visconteo. Non è un ponte qualsiasi, ma una diga fortificata fatta costruire nel 1393 da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano. Gli abitanti lo chiamano semplicemente ponte lungo, e il soprannome è meritato: si estende per circa 650 metri.

L'opera faceva parte di un sistema difensivo che superava i sedici chilometri e collegava il ponte al castello, sbarrando la via a chi risaliva o scendeva lungo il Mincio. Salirci sopra nel tardo pomeriggio, con il borgo e le ruote dei mulini sotto di voi, è probabilmente la fotografia che porterete a casa.

Il Castello Scaligero sopra il borgo

Dalla collina, il Castello Scaligero di Valeggio domina la valle. La fortificazione è antichissima e fu in gran parte distrutta da un terremoto nel 1117; a partire dal 1285, per volontà degli Scaligeri, cominciarono i lavori di ricostruzione che diedero al complesso l'aspetto che intuiamo ancora oggi, con le caratteristiche torri scudate, la Torre Tonda e la rocca a cui si accedeva attraverso ponti levatoi.

La salita è breve e ripaga: da lassù si abbracciano il corso del Mincio, i tetti di Borghetto e, nelle giornate limpide, l'orizzonte delle colline moreniche. Portate scarpe comode e, d'estate, dell'acqua: l'ultimo tratto è esposto al sole.

Il Parco Giardino Sigurtà

A pochi minuti dal centro di Valeggio si apre il Parco Giardino Sigurtà, uno dei giardini più celebrati d'Europa. Le sue origini sono documentate fin dal 1407, quando Gerolamo Nicolò Contarini acquistò tre fattorie a Valeggio e vi costruì la Domus Magna. La proprietà passò poi di famiglia in famiglia fino al 1941, quando fu acquistata da Carlo Sigurtà; il parco ha aperto al pubblico nel 1978 ed è cresciuto nel tempo dai ventidue ettari originari agli oltre sessanta di oggi.

La primavera è il momento più spettacolare: fra marzo e aprile oltre un milione di bulbi dà vita alla più estesa fioritura di tulipani d'Italia, seconda in Europa solo a quella di Keukenhof, in Olanda. Ma il parco vale in ogni stagione, fra ninfee tropicali, girasoli, l'Eremo, il Castelletto, la Grotta e il Poggio degli Imperatori. Se camminare per ore non fa per voi, esistono modi alternativi per visitarlo: vi consigliamo di verificare opzioni, periodi di apertura e orari sul sito ufficiale del parco prima di partire.

Il nodo d'amore, a tavola

Non si torna da Valeggio senza aver assaggiato il tortellino di Valeggio, che qui chiamano nodo d'amore: una sfoglia sottilissima, tirata e annodata a mano, con un delicato ripieno di carne brasata. La ricetta è custodita dall'Associazione dei Ristoratori di Valeggio sul Mincio, e la leggenda che l'accompagna, quella della ninfa Silvia e del capitano Malco, merita un racconto a parte.

Un consiglio pratico: nei fine settimana e nei giorni di festa Borghetto si riempie, e i parcheggi lungo il fiume si esauriscono presto. Se potete, scegliete un giorno infrasettimanale, e chiedete a Emanuela di anticiparvi un po' la colazione: partirete con calma e troverete il borgo ancora silenzioso. Al rientro la Valdadige vi aspetterà con il suo fresco, e sulle sponde dell'Adige si dorme benissimo.

Dormite a due passi da queste mete — B&B Corte Barbieri

Il B&B Corte Barbieri è a Ceraino di Dolcè: il Lago di Garda a circa 25 chilometri, Verona a 30, il Santuario della Madonna della Corona a 15. Tre soluzioni di soggiorno e parcheggio gratuito.