Settembre: quando comincia tutto
C'è un momento preciso in cui la valle cambia ritmo, e non ha bisogno di essere annunciato: lo sentite dalla finestra. I trattori passano più spesso, le cassette impilate compaiono ai bordi delle strade, fra i filari si sentono voci che prima non c'erano. È cominciata la vendemmia.
In Valpolicella si parte indicativamente da settembre. Nel 2025, per fare un esempio concreto, il Consorzio ha indicato l'avvio della raccolta l'8 settembre; in alcune annate particolarmente calde le operazioni sono partite con circa due settimane di anticipo rispetto alla media storica. Le date esatte cambiano ogni anno e dipendono dall'andamento climatico: nessuno, qui, ve le saprà dire con mesi di anticipo. Ma se prenotate fra metà settembre e metà ottobre, difficilmente resterete a mani vuote.
Nel nostro angolo di valle la scena è doppia, perché intorno alla corte convivono i vigneti di Pinot grigio e quelli di Enantio, il rosso autoctono della Terradeiforti, mentre la collina alle spalle porta le uve della Valpolicella. Due mondi che vendemmiano quasi contemporaneamente, a poche centinaia di metri di distanza.
La raccolta è tutta a mano
Nulla di quello che vedrete è automatizzato, e non per nostalgia. Le uve destinate all'appassimento devono arrivare intatte, quindi la raccolta si fa esclusivamente a mano, grappolo per grappolo: secondo le stime del Consorzio della Valpolicella si tratta di circa centoventimila giornate di lavoro a ogni vendemmia.
Chi raccoglie non prende tutto: sceglie. I grappoli buoni per il fruttaio sono quelli spargoli, con gli acini distanziati fra loro, perché l'aria deve poter circolare fra un chicco e l'altro per tutti i mesi che seguiranno. Un grappolo troppo compatto, per quanto bello da vedere, non arriverà mai a dicembre. È una selezione che si impara con gli anni e che, raccontata a voce mentre camminate fra i filari, vale più di qualsiasi opuscolo.
I fruttai: il tempo sospeso
Le uve scelte finiscono nei fruttai, i locali dove avviene l'appassimento. Il disciplinare prevede una permanenza che si aggira attorno ai 100-120 giorni, fino a quando i grappoli non hanno perso circa metà del loro peso. In quei mesi qualcuno passa ogni giorno a controllarli e a girarli, eliminando subito gli acini imperfetti, perché un solo grappolo malato può compromettere tutta la fila.
Dentro all'acino, intanto, cambia la chimica: l'acqua evapora, gli zuccheri si concentrano, l'acidità si riequilibra, aumentano i polifenoli e la glicerina. Solo alla fine si vinifica, e comunque non prima del 1° dicembre, come impone il disciplinare per Amarone e Recioto.
Se venite in autunno e chiedete alle cantine di poter vedere un fruttaio, quasi sempre vi diranno di sì. Entrare in una stanza dove riposano tonnellate di uva in appassimento è un'esperienza sensoriale prima che tecnica: la temperatura, il silenzio, quell'odore dolce e leggermente balsamico che resta addosso.
I colori, la nebbia e la luce
Da metà ottobre in poi arriva l'altro spettacolo, quello gratuito. Le foglie della vite virano al giallo, all'arancio e al rosso cupo, e le colline sembrano dipinte a fasce. Al mattino presto l'Adige produce nebbie basse che si posano sul fondovalle e si aprono con il sole, lasciando emergere le pareti rocciose della Chiusa di Ceraino.
La luce autunnale, radente e calda, è la ragione per cui i fotografi scelgono questa stagione. Vi consigliamo una camminata o un giro in bicicletta sulla ciclabile lungo il fiume nelle due ore prima del tramonto: è il momento in cui questo paesaggio dà davvero il meglio.
Perché è la stagione giusta per venire
Oltre alla vendemmia c'è un vantaggio pratico: l'autunno è la stagione in cui il territorio torna vivibile. Il Lago di Garda, a venticinque chilometri, è ancora piacevole ma senza le folle estive; Verona, a una trentina, si visita con calma; le strade della collina sono libere e i ristoranti hanno tempo per voi.
Qualche accortezza serve comunque. Prenotate le visite in cantina con anticipo, perché in piena vendemmia le aziende sono al lavoro e non sempre riescono ad accogliere. Portate abbigliamento a strati: le giornate possono essere tiepide e le sere fresche, soprattutto in fondovalle. E se volete chiudere la giornata come si deve, il nostro Home Restaurant Le Tre Sorelle propone la cucina tradizionale veronese su prenotazione, nella corte del Seicento, con i vigneti fuori dalla porta.
In qualunque stagione veniate, la corte è aperta — B&B Corte Barbieri
Aria condizionata in ogni unità, giardino e terrazza per l'estate, la tavola dell'Home Restaurant per le sere fresche. Scriveteci le vostre date: vi rispondiamo personalmente.